Chi ero


Sono nata nell’ultimo giorno degli anni ’60 a Bologna: i miei genitori erano esuli politici greci. Studiavano entrambi Medicina in Grecia, quando nell’aprile del ’67 i carri armati della giunta dei colonnelli interruppero bruscamente la loro quotidianità. Non si conoscevano in Grecia, anche se entrambi studiavano a Salonicco. In questo senso per me la dittatura fu una fortuna, altrimenti forse non sarei nata.

Ho imparato a parlare prima il greco, anche se vivevo in Italia. L’italiano l’ho imparato a scuola. Ancora adesso in casa i miei genitori parlano esclusivamente in greco, anche se è un greco un po’ meticcio, dove si intrufolano parole italiane grecizzate e viceversa.

Sono cresciuta a Ravenna, dove mio padre si trasferì per lavoro molto presto: città bizantina, ha convinto i miei dopo anni a rimanere in Italia perché “Qui in fondo il socialismo è quasi realizzato". Questo lo diceva mio padre prima che D’Alema ordinasse il bombardamento della Serbia. Dopo ha cambiato idee su molte cose.

Ho studiato all’Università di Roma “La Sapienza”: volevo vivere la metropoli. E non sono rimasta delusa. Roma mi manca ancora moltissimo, anche se con tre figli probabilmente sarebbe un inferno.

Tra i vari mestieri che ho praticato ci sono la traduttrice – interprete di greco moderno, Project Manager in una società di traduzioni, ricercatrice a cottimo, formatrice progettista per un ente di formazione.

Nel frattempo ho sempre scritto poesie e testi crepuscolari (nel senso, scritti al crepuscolo).

   

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