10 gennaio 2003
Quasi la fine del compleanno di mia madre. La giornata strana e ragionevole. Un alti e bassi. In ritardo a lavorare, con il senso di colpa del non fatto, del non completato e del privilegio tutto sommato della mia condizione. La banca un’ostrica che si chiude sulle mie tempie. Sono io che sbaglio ogni volta, incapace di prevedere e controllare questa mia mania di trovarmi in difficoltà economiche. Forse perché così non potrò pensare ad altro, ma solo a salvarmi.
Gli amici che arrivano, passano, chiacchierano, mentre io avevo programmato altro. Però aspetto qualcosa che succeda e cambi. Sono votata ad altro. Non lo so. So che sono votata ad amare gli altri e a questo non posso dire no, ed eludere il mio dono.