1 gennaio 2003 Roma

Nell’Algeria è concentrata la forza delle sue donne. Mi chiedo come mai sia rimasta a giacere nel mio serbatoio segreto per anni, per poi riemergere cambiando anche, tramite la scrittura di Assia Djebar, anche la mia vita personale. Come Stato, ha un nome importante: AL Jazzer.
Sono a Roma. È il primo dell’anno. Mi chiedo come sarà questo 2003, l’anno palindromo appena passato è stato un anno di forti mutamenti. Ho comprato casa, ho cambiato compagno, sono tornata mia. Mi sento più libera, in parte. Non che non abbia sempre dei dubbi. Stare con gli uomini è strano. Sembra sempre che preferiscano la pantofola alla fine. Questo capodanno è stato giusto. Solitario con lui e terso in questa città compagna, che accarezza semrpe i miei momenti più importanti. La madre e la matrigna come diceva Ferrarrotti. Certo è carica della mia vecchia relazione, ma molto meno di quanto credessi.
È molto più carica dei miei pensieri, delle mie malizie personali. Dello stare in autobus e riflettere sulla propria vita. Del sognare del proprio futuro in quell’età di mezzo che è l’età universitaria, del tempo che ho disperso qui in fondo. Credevo che venire qui significasse una sponda per fare e invece ho solo toccato le occasioni. Ho sempre molto più creato nella provincia, dove in fondo non c’è altro da fare e le relazioni sono più semplici e lineari.
Comunque sono di nuovo qui, in questo scorcio di vita. Lui vive con un’altra donna e in questo momento sta con i suoi figli, che sono anche miei.
Avevo voglia di stare da sola, poi in realtà sento subito la loro assenza e tutto mi rimanda a loro.
Come accade? Sarà sempre così? E dopo tutto desidero un altro figlio, anche se ambisco alla solitudine e all’indipendenza. Forse in realtà NON la cerco proprio.
Il pensiero metaforico si nutre continuamente di traslati di immagini. Guardo qualsiasi cosa, animata o inanimata ed essa mi rimanda ad un altro. Non è una mera traduzione: esso aggiunge senso sia al primo che al secondo termine di paragone.
Gianluca disegna e non ne ha bisogno, o forse proprio per questo disegna e non scrive. Potrei essere la musica dei Madredeus. Da questo pensiero è scaturita questa riflessione. Il pensiero metaforico è ricco di implicazioni anche nella didattica- esso permette di rendere comprensibile l’estraneo.

Fatta cronologia dei nostri viaggi nel 2002
- Milano gennaio + artefiera da Pasquale. Ci siamo incontrati in piazza Duomo.
- Bologna casa Cristina
- Napoli Comicon a casa di Pirolo in treno
- Grecia aprile Metsovo Parga Salonicco
- HIU maggio a Milano
- Brescia per mostra Sacco
- Venezia un giorno Puvis de Chevanne
- Roma da Ribichini con Micheli /Assisi Spoleto e al ritorno Arezzo.
- giugno Napoli città della scienza /Perugina Sperlonga
- Istanbul luglio e poi Grottammare.
- Firenze a marzo a casa di mio fratello Giorgio
- Padova a settembre e Mantova epr Festivaletteratura
- Siena e Arezzo in ottobre
- novembre Belgrado e Pancevo
- ottobre Modena per arteincontemporanea
- dicembre Ljubljana
- Ostia per mostra cooperatori novembre

   
Brandelli di parole


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