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Eros, Leandro e altri crociati
Ho visto fondere queste due coste
All’arrivo della zattera.
Hai percepito solo lo sciabordio
Di questa mia tempesta
La cancrena dell’occhio
Che vagava su un altro uomo
Questa mia peripezia
Sullo sciabordio dell’onda
Non ti ha privato della capacità della Medusa.
Mi hai impietrito
Con la tua intelligenza del tocco.
La finzione non ha avuto ruolo
Nella apertura di questo molo
Il mio gorgo di parole
È stato divorato dalla cefalea dei tonni.
Sulla costa tornano sempre
Come al primo fiume.
Ho incontrato anche il piccolo Stefano
Al porto di Marsiglia
Teneva una cozza nella mano
Nell’altra la sua prima delusione.
“Troppo presto per la mia inutile crociata”.
“Non hai mentito”
Mi è venuto da rispondergli.
Nell’aspettare il suo nuovo esercito di bambini
Insonni alla crociata
Non ha notato
L’arrivo di un’orda zotici.
“Guarda sull’altra sponda”
Mi sono pentita avergli risposto.
“Guardaci tu”
Ha parlato con la voce dell’angelo e della rana nel burrone.
Il mio sguardo ora
È troppo stretto perché ha provato il tradimento.
Per i luoghi santi ci vuole l’animo puro.
4 agosto 2005
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