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In attesa di Telemaco
So che stanotte c’erano otto gradi a Salonicco.
Poi altre notizie. Hanno rilasciato un ostaggio
Per altri prigionieri. C’è chi si è liberato.
Anch’io sogno uno scambio.
Per ingannare l’attesa ho intavolato un po’ di discussioni
Con i miei morti. Diseducati all’avvicinamento
Non hanno risposto alle mie prolisse richieste.
So anche che tu dormivi. Nella notte c’erano tante notizie
C’era un’altezza che mi aspettava e ho deciso di sperimentare la sua vertigine.
Ho scelto questo punto di sguardo e perdita
Per non incappare nel ricamo di altre notti di pianto.
Ho preso il merletto del mio ricordo, l’ansia del mio cane Argo,
la mia coltre di piccoli spumini di cuore. Credo di non aver dimenticato
nessun ossimoro spaiato, nessun verso infilzato nella lancia.
I miei poeti mi hanno guardato distratti dall’ansa della mia libreria.
Un fiume scorre ai loro piedi, e non li posso attraversare.
Aspetto che giunga l’acqua e il dolore.
In questa veglia che intorbida le mie lenzuola,
ho anche preso una canoa per varcare la soglia del tuo sonno.
Ma è buio e non mi aspetti. Così mi sono impegnata in una elemosina
Di volti, nel valzer dei cognomi che sono stati. Il primo marito, il secondo fidanzato,
il passante baciato. Sono rimaste vocali sonore, sibilanti consonanti che non lasciano spazio
né al piacere, né alla nostalgia. Un deserto ascoltarli.
So che stanotte qualcuno mi ha scritto brevi messaggi dall’altra parte dell’Oceano.
Ma era un’altra ora, non era adesso. Lì era luce, io vivo ancorata nel buio.
Non posso rispondere.
Intirizzito ti sei voltato nel grande ring del letto.
Non c’è palestra di corpi stanotte, solo notizie che passano veloci
Diventano una polvere sottile nei miei occhi che vorrebbero il sonno
O la liberazione.
Parto, mi hai detto. Vado un po’ dove tu non ci sei.
Se hai bisogno chiamami.
Ma il mio bisogno è oltre la notizia della notte.
È qui accucciato, non mi abbandona mai.
Tesse sospiri, colonne, andirivieni. Diventa galeone, galera.
Ho vegliato insonne anche stanotte.
So molte cose.
C’erano otto gradi a Salonicco.
23 marzo 2007
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