La memoria della poesia

Delle lettere che attraversano il nostro cuore
Solo alcune si salvano
Dal passato
E si ripresentano oneste
E cangianti quando ormai
Con gli occhi stanchi, la vista si stava
Annebbiando.

Sono scarsi frammenti
Di questo siamo vani e
Alternativamente godiamo.
“La luna” dice qualcuno
ed ecco alla porta Garcia Lorca
darci nuovi sguardi.
Tra i filari severi del sentire.

Altri suoni possono capitare
Un povero limone, un’onda di Montale
Che sale.
Un ciottolo di lettere su cui stavi calzando il piede
Si annoda al tuo rimorso dello smemoramento.
Dimenticare non si può
Se non si allena la sordità alla poesia.

Autunno 1995
   





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