Una sortita della felicità

E questa città schizofrenica
Quando le appaiono le ombre sulle pareti
Delle sue antiche fogne
Dei governi che l’hanno imbastita
Così come un mercato
Con al centro il fiume.

E sette ponti
Che collegano le nostre vite
A sette anelli nibelunghi
Un anello per la fede, che ci ignora
Un anello per il desiderio, che occhieggia dal cappello della sera
Un anello per la smemoratezza, che sola congiunge alla felicità
Un anello per gli amori passati, che emergono dai tombini all’aurora
Gli altri tre anelli sono mistici e segreti.
Hanno gli occhi del gatto
Sorvegliante delle case che ci appaiono
Fugaci dal finestrino del tram.

E ci tuffiamo in questo fiume
Aspiriamo la mancanza di sale
(ci nutriamo di lettere)
Budapest ci avvolge
È la nostra pelle
È una sortita della felicità.

Agosto 2003

   





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